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sabato 8 novembre 2025

IL CENTRO STORICO DI FOGGIA INVASO DA CASSONI E “FIORIERE CACCAVELLE”

 

Come si relazionano urbanistica e psicologia?

Urbanistica e psicologia possono favorire la creazione di luoghi che abbiano un impatto positivo nell’individuo e per la comunità.

I luoghi sono una sorta di specchio della civilizzazione.

La psicologia ha il compito di capire perché succede, di analizzare le nostre interazioni, in che modo sono determinate dal contesto.


TEATRO, ARRENDITI, SEI CIRCONDATO!


Circondato dal dehors di un bar, palme e caccavelle fatte fioriere.
dehors esterni sono le migliori soluzioni outdoor per allestire un’area coperta esterna ma se nascondo un teatro dei primi dell’800 allora c’è un problema.



Filari di piccole palme che tirano il filo al Vico al Piano come se la piazza del Teatro Giordano non esistesse…
Con quell’albero tipo “cime tempestose” che qualcuno un giorno ha voluto piantarlo proprio in quel posto come il “grattacielo”…




VITTORIO EMANUELE II, ARRENDITI, SEI CIRCONDATO!


Magari glielo avessero detto quando arrivarono i garibaldini a Napoli accompagnati dalla Camorra…






FEDERICO II, ARRENDITI, SEI CIRCONDATO

E si che Federico I distrusse le mura della città di Foggia…
Se si risvegliasse adesso non so come finirebbe, con l’aquila alla sinistra del portale abbattuta quasi certamente da una pallonata dei ragazzi che quotidianamente lì giocavano mentre oggi per “regolare” il flusso delle automobili nella piazza si installano cassoni…




Cassoni dappertutto, perfino in via Pescheria…




MENTRE LA CATTEDRALE E’ AL BUIO


La luce che vedete è dovuta unicamente alla qualità del sensore fotografico.


      


Anche il fianco della Cattedrale è al buio…




Ho segnalato il buio al Vescovo Ferretti che passava in quel momento e giustamente mi ha suggerito di dirlo alla sindaca...
Pensare che nella cripta era celebrata una affollata santa messa mentre la cattedrale era illuminata a giorno nell’interno.
Intanto scopro nel buio un nuovo locale chiuso ma adibito a propaganda elettorale dove campeggia il motto “Chi vota lotta, vota chi lotta”. Certo non deve essere difficile praticare un minimo di impegno dopo due mandati alla Regione lautamente pagati.



Il mio motto invece è: “Chi soffre lotta”.

Tornando al tema dell’articolo, suggerirei alla sindaca di prendere lezioni sulla illuminazione di un edificio storico guardando uno privato, l’Hotel Sant’Elena in via della Rocca.




LE FIORIERE DI PIAZZA FEDERICO II, CEMENTATE PER FARNE SEDUTE

A parte che non c’entrano niente con le architetture del luogo.




LE ZANNE DI ELEFANTE DEL MONTE DI PIETA’ IN VIA ARPI.


Ma come è stato possibile che sia stata concessa l’autorizzazione a creare tale bruttura in pieno centro storico??
E quei pini storti e spelacchiati che si sarebbero dovuti abbattere prima della realizzazione dell'opera e che invece sono rimasti a farle da cornice?

Opera tra l’altro anch’essa in stato di abbandono...




LA FONTANA  DI PIAZZA BALDASSARRE 

La bella abbandonata...






Nessuna manutenzione...



Niente acqua...

Alla fine della passeggiata mi è tornata in mente la definizione della bellezza della Enciclopedia Treccani:


Qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all’anima.  La connessione tra l’idea di bello e quella di bene, suggerita dalla radice etimologica (il latino bellus "bello" è diminutivo di una forma antica di bonus "buono"), rinvia alla concezione della bellezza come ordine, armonia e proporzione delle parti, che trovò piena espressione  nella filosofia greca.

In seguito, la nozione di bellezza è diventata categoria autonoma autonoma, caratterizzata dalla capacità del bello di essere percepito dai sensi. Dalla dottrina del bello come 'perfezione sensibile' nasce e si afferma, nel 18° sec., l’estetica come disciplina autonoma riguardante il bello”.

Con il supporto alla bruttura del quotidiano online "l'Immediato" che scrive: 

"Foggia, nuove fioriere in acciaio Corten su corso Vittorio Emanuele: continua la riqualificazione del centro cittadino".

Prosegue l’intervento di restyling urbano nel cuore della città. Le vecchie fioriere saranno sostituite con elementi dal design moderno e piante ornamentali per rendere il corso più accogliente e curato

https://www.immediato.net/2025/11/08/foggia-nuove-fioriere-in-acciaio-corten-su-corso-vittorio-emanuele-continua-la-riqualificazione-del-centro-cittadino/


UN SUGGERIMENTO VOGLIO PERO' DARVELO: QUANDO NON AVETE PROPRIO NIENTE DA FARE, FATELO A CASA VOSTRA E NON NELLA NOSTRA!



mercoledì 29 ottobre 2025

FOGGIA E I CASSONI FIORIERE E IL DISCORSO SULLA BELLEZZA





L’INTERVENTO BRUTTEZZA DELLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DELLA SINDACA EPISCOPO IN PIAZZA NIGRI

Parlare di “fioriere” è un eufemismo.

Eppure la stampa locale scrive: “Decoro urbano, installate 15 fioriere in piazza Nigri: valorizzato uno dei luoghi storici della città”.

Il sostegno della stampa locale della stampa locale alla desolante, deprimente iniziativa ci dice molto del discorso sulla bellezza e sul suo contrario, la bruttezza tanto che quest’ultima viene fatta passare per decoro urbano.

Ma il decoro urbano è un concetto che esprime bellezza e la qualità degli spazi pubblici nella città. Rappresenta infatti un sistema complesso di valori finalizzati al mantenimento e alla valorizzazione e implica al contempo un aspetto estetico.

La bellezza è così definita nella Enciclopedia Treccani:

Qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all'anima. La connessione tra l'idea di bello e quella di bene, suggerita dalla radice etimologica (il latino bellus "bello" è diminutivo di una forma antica di bonus "buono"), rinvia alla concezione della bellezza come ordine, armonia e proporzione delle parti, che trovò piena espressione nella filosofia greca.


In seguito, la nozione di bellezza è diventata categoria autonoma, caratterizzata dalla capacità del bello di essere percepito dai sensi. Dalla dottrina del bello come 'perfezione sensibile' nasce e si afferma, nel 18° sec., l'estetica come disciplina autonoma riguardante il bello”.

E la bruttezza? Umberto Eco ha su di essa persino scritto un libro: Storia della bruttezza”.


Egli così scrive: “Apparentemente bellezza e bruttezza sono concetti che si implicano l'uno con l'altro e di solito s'intende la bruttezza come l'opposto della bellezza, tanto che basterebbe definire la prima per sapere cosa sia l'altra”.
Una Bruttezza che cambia in continuazione, mutevole, che viene influenzata dalla società, dai tempi, dalla cultura e che in ognuno di noi, scatena qualcosa di difficilmente spiegabile“.
Ecco, come spiegare la desolante, deprimente iniziati della amministrazione comunale a guida Episcopo ed il supporto della stampa locale: “…in ognuno di noi, scatena qualcosa di difficilmente spiegabile“.

Ora, al fine di separare la bellezza dalla bruttezza ho scelto una storia…

QUANDO LA VERITA' INCONTRO' LA MENZOGNA.

Fonte: dalla prefazione del libro ‘Burattinai e galoppini’, di Marianna Archetti e Chiaretta Mannari.



“Secondo una leggenda del XIX secolo, la Verità e la Menzogna un giorno s’incontrarono.

La Menzogna disse alla Verità: “Oggi è una giornata meravigliosa!”.
La Verità guardò verso il cielo e sospirò, perché la giornata era davvero bella. Trascorsero molto tempo insieme, arrivando infine accanto a un pozzo.
La menzogna si rivolse alla Verità e disse: “L’acqua è molto bella, facciamo un bagno insieme!”
La Verità sospettosa si accertò riguardo le condizioni dell’acqua e si rese conto che era davvero molto bella.
Si spogliarono e iniziarono a fare il bagno.
Improvvisamente la Menzogna uscì dall’acqua, indosso’ i vestiti della Verità e scappò via.
La Verità furiosa perché le furono sottratti gli abiti, uscì dal pozzo e corse dappertutto per trovare la Menzogna e riprendersi i vestiti.
Così il mondo, vedendo la Verità nuda, distolse lo sguardo con disprezzo.
La povera Verità ritornò quindi al pozzo e scomparve per sempre, nascondendo in esso la sua vergogna.
Da allora la Menzogna vaga per il mondo vestita da verità soddisfacendo i bisogni della società perché il mondo, in ogni caso, non nutre alcun desiderio di incontrare la Verità nuda”.


PARAFRASANDO: UN GIORNO LA BELLEZZA INCONTRO’ LA BRUTTEZZA.

La Bellezza scomparve per sempre mentre la bruttezza ha aperto da tempo una filiale a Foggia soddisfacendo i bisogni della città che non nutre alcun desiderio di incontrare la Bellezza.




LA MIA PROPOSTA IDENTIFICA UNA PRECISA AMPIA AREA DA RIQUALIFICARE E VALORIZZARE: ALTRO CHE CASSONI E “CACCAVELLE” A MO’ DI FIORIERE.




Si parte dalla Chiesa di San Domenico per entrare nella limitrofa omonima via San Domenico in direzione di piazza Purgatorio.




Lì si erge la Chiesa di Maria Santissima della Misericordia, nota in città come “Chiesa dei Morti” per la presenza di teschi umani sulla sua facciata.




Quindi, ripartiti da piazza Purgatorio, lungo la via San Domenico, si raggiunge piazza Nigri passando per via Pescheria.




Tutta l’area individuata verrebbe immediatamente pedonalizzata non appena delimitata da pilastrini collegati tra loro da catene come nelle tre immagini sottostanti per poi progettare una sua riqualificazione urbana e storica.






L’intera area di piazza Nigri col Portale della Reggia di Federico II
così identificata verrebbe pedonalizzata e successivamente valorizzata.





  • via Pescheria;




  • piazza Federico II col pozzo che è meglio non inquadrare;




  • la via San Domenico;




  • la via Mascagni (tra corso V. Emanuele e piazza Purgatorio);




  • il vico Arco Contini (dal Teatro alla via San Domenico);




  • via della Pietà (da piazza Nigri a piazza Purgatorio) le cui scale dovrebbero essere rifatte con materiale d’epoca.




A Foggia non si progetta mai in maniera complessiva ma solo per piccole parti come se fossero indipendenti dal resto e soprattutto si tratta di interventi che abbruttiscono l’esistente storico.
L’unico esempio di progetto complessivo riguardò piazza Italia e il Monumento ai Caduti oggi, in pieno abbandono.

E’ da queste considerazioni che nasce la mia proposta.





PRIMA IPOTESI DI VALORIZZAZIONE DI PIAZZA NIGRI: UN NUOVO EDIFICIO MUSEALE DA COSTRUIRE SULL’AREA ORA OCCUPATA DA MISERI LOCALI A PIANO TERRA SENZA ALCUN VALORE ARCHITETTONICO.


Il nuovo edificio costruito sull’area dei box a piano terra evidenziati, nello stesso stile architettonico di quello esistente e ad esso collegato al primo piano da un ponte colorato e vetrate ad arco per permettere il passaggio tra le due parti.




Esempio di ponte in vetro tra i due edifici museali, il nuovo e il vecchio.




STRETTA LA FOGLIA, LARGA E’ LA VIA, DITE LA VOSTRA CHE HO DETTO LA MIA.

Per ora…




The end












martedì 16 settembre 2025

DEU FOGGIA: VIA PEROSI


Visione d'insieme: una strada a doppia carreggiata con illuminazione pubblica parte dal DEU per interrompersi prima di raggiungere via Martiri di Via Fani, diventando una carreggiata unica dissestata.

Vi sono infatti sulla destra degli edifici popolari e a sinistra orti e casupole abusive ma le  giunte comunali di destra e sinistra, non sono mai intervenute.



Visione ravvicinata:  


Il Policlinico "Riuniti" ha completato l'opera ed ampliato la suddetta
via a doppia carreggiata nel tratto di propria competenza mentre il
rimanente da via Martiri di via Fani, permane in condizioni
disastrose, con buche e fratture nel manto di asfalto. 

La parte da ampliare è quella destra andando in direzione del DEU
dove c’è la presenza di baracche e orti privati.

Nel tratto che congiunge la via Martiri di via Fani con la via Lorenzo
Perosi, vi è inoltre la necessità di costruire un'ampia rotatoria che
permetta un sicuro accesso al DEU. 


Anche gli attraversamenti dello spartitraffico alberato di via Martiri di Via Fani è da ampliare spostando i cassonetti per i rifiuti all'interno dell'area a parcheggio dei vicini edifici sorti incredibilmente sul prolungamento della suddetta strada.