L’INTERVENTO BRUTTEZZA DELLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DELLA SINDACA EPISCOPO IN PIAZZA NIGRI
Parlare di “fioriere” è un eufemismo.
Il sostegno della stampa locale della stampa locale alla desolante, deprimente iniziativa ci dice molto del discorso sulla bellezza e sul suo contrario, la bruttezza tanto che quest’ultima viene fatta passare per decoro urbano.
Ma il decoro urbano è un concetto che esprime bellezza e la qualità degli spazi pubblici nella città. Rappresenta infatti un sistema complesso di valori finalizzati al mantenimento e alla valorizzazione e implica al contempo un aspetto estetico.
La bellezza è così definita nella Enciclopedia Treccani:
“Qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all'anima. La connessione tra l'idea di bello e quella di bene, suggerita dalla radice etimologica (il latino bellus "bello" è diminutivo di una forma antica di bonus "buono"), rinvia alla concezione della bellezza come ordine, armonia e proporzione delle parti, che trovò piena espressione nella filosofia greca.
In
seguito, la nozione di bellezza
è
diventata categoria autonoma,
caratterizzata dalla capacità del bello di essere percepito
dai sensi. Dalla
dottrina del bello come 'perfezione sensibile' nasce e si afferma,
nel 18° sec., l'estetica
come disciplina
autonoma riguardante il bello”.
E la bruttezza? Umberto Eco ha su di essa persino scritto un libro: “Storia della bruttezza”.
QUANDO LA VERITA' INCONTRO' LA MENZOGNA.
Fonte: dalla prefazione del libro ‘Burattinai e galoppini’, di Marianna Archetti e Chiaretta Mannari.
“Secondo una leggenda del XIX secolo, la Verità e la Menzogna un giorno s’incontrarono.
PARAFRASANDO: UN GIORNO LA BELLEZZA INCONTRO’ LA BRUTTEZZA.
La Bellezza scomparve per sempre mentre la bruttezza ha aperto da tempo una filiale a Foggia soddisfacendo i bisogni della città che non nutre alcun desiderio di incontrare la Bellezza.
LA MIA PROPOSTA IDENTIFICA UNA PRECISA AMPIA AREA DA RIQUALIFICARE E VALORIZZARE: ALTRO CHE CASSONI E “CACCAVELLE” A MO’ DI FIORIERE.
Si parte dalla Chiesa di San
Domenico per entrare nella limitrofa omonima via San Domenico in
direzione di piazza Purgatorio.
Lì si erge la Chiesa di Maria Santissima della Misericordia, nota in città come “Chiesa dei Morti” per la presenza di teschi umani sulla sua facciata.
Quindi, ripartiti da piazza
Purgatorio, lungo la via San Domenico, si raggiunge piazza Nigri
passando per via Pescheria.
Tutta l’area individuata
verrebbe immediatamente pedonalizzata non appena delimitata da
pilastrini collegati tra loro da catene come nelle tre immagini
sottostanti per poi progettare una sua riqualificazione urbana e
storica.
L’intera area di piazza Nigri col Portale della Reggia di Federico IIcosì
identificata verrebbe pedonalizzata e successivamente valorizzata.
via Pescheria;
piazza Federico II col pozzo che è meglio non inquadrare;
la via San Domenico;
la via Mascagni (tra corso V. Emanuele e piazza Purgatorio);
il vico Arco Contini (dal Teatro alla via San Domenico);
via della Pietà (da piazza Nigri a piazza Purgatorio) le cui scale dovrebbero essere rifatte con materiale d’epoca.
PRIMA
IPOTESI DI VALORIZZAZIONE DI PIAZZA NIGRI: UN NUOVO EDIFICIO MUSEALE
DA COSTRUIRE SULL’AREA ORA OCCUPATA DA MISERI LOCALI A PIANO
TERRA SENZA ALCUN VALORE ARCHITETTONICO.
Il
nuovo edificio costruito sull’area dei box a piano terra
evidenziati, nello stesso stile architettonico di quello esistente e
ad esso collegato al primo piano da un ponte colorato e vetrate ad
arco per permettere il passaggio tra le due parti.
Esempio di ponte in vetro tra i due edifici museali, il nuovo e il vecchio.
STRETTA LA FOGLIA, LARGA E’ LA VIA, DITE LA VOSTRA CHE HO DETTO LA MIA.
Per ora…
The end