IL MONUMENTO AI "CADUTI IN GUERRA" E’ IN ROVINA MENTRE SI FESTEGGIA IN PIAZZA CAVOUR LA “RINASCITA” DI FOGGIA CON UN CONCERTO MUSICALE.
Ferragosto 2025
“Un Ferragosto di rinascita” scrive l’Immediato del 17 agosto c.a.
Per l’amministrazione cittadina: “Piazza Cavour gremita, emozione straordinaria e spettacolo suggestivo senza botti”.
La sindaca Episcopo e assessori vari posano con la cantante Serena Brancale.
“E’ stata una festa di rinascita e di comunità in cui la città ha dimostrato la voglia di vivere insieme ma musica e la cultura”.
Lo scultore Amleto Cataldi che realizzò il “Monumento ai caduti in guerra” si starà rivoltando nella tomba.
Il monumento ai “Caduti in guerra” di Amleto Cataldi la cui inaugurazione nel 1928 da parte del Re Vitt.Em.III e delle autorità del luogo, è ritenuto essere tra “i più notevoli e considerevoli del Paese”, cioè d’Italia.
Soltanto l’anno dopo vennero le sue altre gigantesche sculture in bronzo delle quattro coppie di atleti sulla sommità dello stadio Flaminio, in una collocazione di altissima scenografia, inaugurate dal Duce in persona, oggi nel Villaggio Olimpico.
“L’erezione di monumenti ai Caduti sarà anche l’occasione per ravvivare il dibattito nell’ambito artistico in una provincia che, dall’inizio del XX secolo, aveva promosso e organizzato fino al 1928, epoca della realizzazione del monumento di Foggia, una sola mostra d’arte, quella del 1924”.
di Gianfranco Piemontese Foggia, particolare gruppo scultoreo. Foggia, Novembre 2014.
OGGI IL MONUMENTO AI “CADUTI IN GUERRA” DI FOGGIA, VERSA IN GRAVI CONDIZIONI DI ABBANDONO E NECESSITA DI UNA URGENTE OPERA DI RESTAURAZIONE.
“Il restauro di un monumento rappresenta un processo ricco di sfaccettature e fattori da prendere in considerazione, richiedendo competenze specialistiche, pianificazione meticolosa e rispetto per il valore storico e artistico del bene. La primissima fase con cui si aprono i lavori di restauro di un monumento riguarda lo studio approfondito dell’opera. In questi casi, si fa riferimento a ricerche storiche per comprenderne l’origine e il significato, oltre ad un’indagine dei materiali utilizzati e alla valutazione dello stato di conservazione attraverso tecniche diagnostiche come la scansione tridimensionale, l’analisi chimica e quella termografica.
Osservate le foto che ho scattato nei giorni dopo il ferragosto…
"Dopo aver completato le fasi preliminari, si passa alla progettazione dell’intervento, durante la quale si scelgono le tecniche e i materiali da utilizzare, tra strumenti, utensili, macchinari e componenti come lo stucco per pietra apposito in modo che tutto sia scelto in relazione alla compatibilità con i materiali originali. Si procede, poi, con la pulizia dei depositi di sporco e muschi, utilizzando metodi delicati e specifici come la sabbiatura o il laser”.
"Successivamente, i materiali vengono consolidati in maniera tale da garantire una maggiore stabilità strutturale all’opera nel complesso, per mezzo di iniezioni mirate nelle sezioni più fragili. Talvolta, vengono integrate anche le parti mancanti, senza falsificare l’opera o aggiungere dettagli non autentici. Al completamento del restauro si applicano dei trattamenti protettivi utili ad aumentare la durabilità del lavoro e si procede con un monitoraggio costante delle condizioni dell’opera nel medio e lungo periodo”.
Intervenire sul patrimonio culturale richiede, ancor più che in altri campi, di operare con coscienza, consapevoli di lavorare su un patrimonio che è la massima espressione dell’interesse pubblico, molto di più delle “emozioni” di un concerto in piazza costato quanto il restauro del monumento ai “Caduti in guerra”.
UN CONCERTO PASSA MA IL MONUMENTO RESTA.
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